Progetto - La bellezza ritrovata
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IL PROGETTO

Un duplice sguardo accomunato dagli occhi che fotografano una “bellezza”, due visioni diverse, opposte per natura, per condizione sociale, per forza di cose.

Questo, in poche parole, il senso del progetto-mostra “La bellezza ritrovata – Shot for hope”.

Nelle svariate volte in cui mi sono recato in missione umanitaria a Kilis, città turca al confine siriano, ho conosciuto centinaia di bambini ed ho trovato inaspettatamente nei loro occhi la bellezza, spolverata della loro innocenza e del dolore subito.

Non ho potuto più fare a meno di loro dopo averli conosciuti la prima volta ed ho continuato a fotografarli, dolci, allegri, stanchi, mesti, ogni santa volta che tornavo a Kilis. I loro volti sono impressi nelle mie fotografie, ognuno ha qualcosa da dire  ma non è sempre facile saper “sentire” le loro parole,  saper vedere ciò che essi stessi hanno visto. Ho pensato che a loro dovevo tanto perchè tanto mi hanno dato e sono certo continueranno a dare alla mia esistenza che, da quei giorni, non è più la stessa.

Così ho deciso di mettere nelle loro mani lo strumento con cui mi sento più a mio agio, lo stesso con cui ho potuto rapire i loro sguardi e la loro condizione di rifugiati nelle volte precedenti, ovvero una fotocamera. Ho anche voluto chiedere ad ognuno di fotografare “la bellezza”, in qualunque modo essa potesse essere intesa per loro.

Un’istantanea di pochi centimetri, unica ed irripetibile, con tutti i suoi difetti, coglie pensieri e visioni, desideri e perdite.

È liberatorio per un bambino riuscire a rivedere in una propria fotografia i segni nascosti o inconsci che rappresentano un opposto, un paradosso, perché questo lo aiuta a dare visibilità ai suoi vissuti conflittuali, ai suoi desideri, alla speranza in un progetto di vita. Ai bambini di Kilis desideri e speranze per il futuro sono negate, e per di più non hanno mai occasioni per esprimere le proprie emozioni. Ecco che come una luce nel buio, nel semplice gesto di dar loro una fotocamera “instant”, si dona possibilità di “Essere”, di esprimersi in libertà, di poter raccontare il proprio vissuto senza alcun giudizio.

(Dott.ssa Valeria Gestivo, psicologa, arteterapeuta)

Ho accompagnato i bambini di Kilis in un nuovo percorso di riscoperta e rinascita, attraverso la fotografia e i suoi elementi visivi, utili per focalizzare ciò  che accade nella loro vita.

Ho voluto regalare a quei bambini l’opportunità di coltivare e affermare la propria “bellezza”, il proprio essere speciali e unici nonostante intorno ci siano solo macerie, dando loro fiducia e speranza nel loro mondo immaginario e personale.

Un rivedere, un rivedersi, un ritrovarsi vivo. In un’immagine.

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