Mostra - La bellezza ritrovata
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La Mostra

La bellezza, secondo loro

I bambini scelti per scattare una foto con la “lomo instant”, una fotocamera a sviluppo immediato nè più e nè meno come le polaroid di una volta, guardavano in primis a questo strano strumento con curiosità, in un secondo momento poi si mostravano quasi stupiti perchè degnati di tanta considerazione. Stupore che si quadruplicava nel vedere quell’aggeggio sfornare un’autentica fotografia che si materializzava a vista d’occhio tra le loro mani.

Così nasce la loro bellezza, tra le loro stesse mani, attraverso una fotografia nata da un loro pensiero, visione, immagine a sua volta nascosta nel loro subconscio.

“Il tema che attraversa le foto è la pulsione alla vita: soggetti che rappresentano un’idea di chiusura o immobilismo, come muri, stanze, cortili chiusi o oggetti inanimati e statici, quali automobili posteggiate e quadri, vengono però associati a dei tentativi di ricerca di desiderio e ad elementi vitali come alberi, animali e motivi floreali, che hanno una valenza di rottura rispetto all’immagine fotografica.”

Ecco che finestre e porte si aprono su un esterno, su un progetto di vita, un progetto di “esserci” nonostante tutto. Il simbolismo degli alberi, dei motivi floreali e degli animali riconduce alla vita, alla speranza sognata dai bambini, alla loro forza di affermare se stessi e la propria identità al punto, in alcuni scatti, di fotografare se stessi (con un selfie) o il proprio ritratto.

Le fotografie sono dunque un invito da parte dei bambini di Kilis a leggere e partecipare ai vissuti quotidiani: foto spontanee, intrise di emozioni, codici simbolici, specchio dei loro sentimenti contrastanti, come fossero impronte delle loro vite.”

(Dott.ssa Valeria Gestivo, psicologa, arteterapeuta)

La bellezza, secondo me

Nelle numerose missioni al confine turco-siriano ho potuto osservare molto da vicino la realtà che molti disconoscono e trasformano, alterano, sminuiscono senza avere mai toccato con mano le condizioni di degrado, disagio e disumanità che permangono nel regno dei rifugiati siriani, ovunque essi si trovino.

Di bellezza se ne incontra poca, d’altronde cosa ci si può aspettare in luoghi simili dimenticati dalla gran parte dell’umanità? Ma c’è un mondo che tenta, nonostante ciò, di sopravvivere all’orrore, alle barbarie, allo sfacelo umano. Un mondo che è fragile in realtà, per definizione. Tanto fragile quanto bello, se visto con occhi di chi quel mondo lo porta dentro.

I bambini di Kilis emanano bellezza, una bellezza disarmante anche se velata di mestizia e di orrore intrinseco che difficilmente si cancella o si può ignorare.

La bellezza trasuda dai loro visi, dalla loro dolcezza, ed è quello che in questi viaggi ho voluto o forse ho saputo cogliere meglio, perchè di orrori ve n’è troppi e mostrarli a volte è come amplificarli o alimentarne di altri.

La mia bellezza parte quindi da questo luogo, Kilis, e da questi bambini che non conoscono la vera infanzia e che mai forse potranno capire il perchè di tanta sfortuna.

Per richiedere “La bellezza ritrovata – A shot for hope” nella tua città:

Titti Di Vito – Management

titti.divito@gmail.com

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